venerdì 26 giugno 2009

Like: Eley Kishimoto

Sto diventando noiosa (o annoiata, fate voi): non mi va quasi mai bene niente di quel che vedo in giro - un difettucio qua, un colore sbagliato là, tutto sempre uguale a se stesso e con prezzi da haute couture - perciò mi attraggono sempre di più questi oscuri stilisti poco noti che mi conquistano per la semplicità delle loro linee: forse perché non hanno bisogno di stupire per far parlare di sé e bastano a se stessi con la forza delle loro idee, forse perché non perdono tempo sui tappeti rossi e alle feste mondane e dunque non hanno bisogno di affidare la creatività ad altri che scopiazzano tragicamente lo stile dominante, forse perché non sono ancora stati stritolati dalla poderosa macchina del business che finisce per assorbire i designer strappandoli al loro tavolo da disegno.


Insomma, per dire che ormai - immersa nella moda mainstream giorno dopo giorno - ragiono alla rovescia: non mi dispiace troppo il marchio Eley Kishimoto, che prende il nome da due stilisti che in principio nascono come decoratori d'interni come si intuisce da certe stampe che hanno conquistato anche LV, Jil Sander, Alexander McQueen (se ne sono serviti per alcune collezioni). Pur continuando a produrre una propria linea, nel 2008 sono diventati i designer di Cacharel, che per alcuni versi sembra rappresentare bene il loro stile colorato e stampato, non banale seppure estremamente semplice. Mi hanno ricordato anche un po' Odd Molly.

Sedie o corsetti?




venerdì 19 giugno 2009

Risolto il mistero di MaDame JeanPaul Gaultier: Martin Solveig

Mister X è Martin Solveig, se mai ci fossero ancora dubbi! Il nome l'avevo sparato nel precedente post, ma adesso ne ho la certezza piena.
La conferma mi è appena giunta via email con l'ultimo indizio inviato dalla redazione di BuzzParadise che ha coinvolto noi blogger in questa divertentissima caccia all'ospite d'onore per l'anniversario del profumo MaDame di Jean Paul Gaultier.
L'indizio, terzo e ultimo, è questo uovo con pois e cuoricini fucsia.
Guarda caso, lo stesso che campeggia sulla copertina del disco C'est la vie del DJ e musicista di cui si cercava di scoprire l'identità.

martedì 16 giugno 2009

MA DAME di Jean Paul Gaultier e la caccia a Mr. X

Il mistero era fitto e nebuloso ma ad un punto fermo c'ero arrivata: le cuffie mi facevano pensare ad un musicista o ad un DJ. A quanto pare ero sulla pista giusta perché è appena arrivato il secondo indizio e indovinate? Si tratta proprio delle cuffie.

Ora: se è un musicista o un DJ e se il primo indizio fa pensare che qualcosa ha a che fare con quei numeri evidenziati in rosa che indicano un orario lì sul primo e finora oscuro indizio, inizio a pensare che forse forse un nome da sparare ci sarebbe. E lo sparo: Martin Solveig. Artista lo è. Francese lo è. E il suo ultimo singolo si chiama One, 2, 3, Four.
A dirla tutta la musica che accompagna il video potrebbe anche essere sua...

mercoledì 10 giugno 2009

The Guest Star: MaDame e JPG lanciano la caccia alla celebrità

Jean Paul Gaultier Maison de Couture: What's happening?



L'occasione è l'anniversario della maison, festeggiato con il lancio della fragranza MaDame Rose'n'Roll con la partecipazione straordinaria di... questo dobbiamo scoprirlo noi, coinvolti insieme a tutto il popolo della Rete che raccoglierà l'invito - o sfida, se preferite - a scovare l'identità della Guest Star scelta da Jean Paul Gaultier per promuovere l'evento. E che evento!
Il primo indizio è una prova fotografica. A me non dice molto, ma la via è ancora lunga. Un video racconta molto di più. La Guest Star - probabilmente un uomo a giudicare dai panni che indossa (ma non è detto!) - viene accolta in atelier e una serie di indizi evidenziati in fucsia dovrebbero condurci verso la soluzione dell'enigma.

Un'iniziale, palloncini, una maglia a righe, pennelli da make up e altri piccoli dettagli che dovrebbero comporre un puzzle ancora molto disordinato per dare una prima visione di ciò che nasconde. Giocate, se volete. Alla prossima!

EDIT: dopo aver rivisto il video sono più confusa di prima, ma sono arrivata ad alcuni punti fermi seguendo un ragionamento che parte dalle parole usate nella campagna. D'altronde le parole sono il mio lavoro. Si dice sia un artista e non si usa il più generico termine celebrità, cosa che mi porterebbe ad escludere modelli, socialite e attori in favore di creativi. La presenza delle cuffie nel video mi fa pensare che il personaggio potrebbe venire dal mondo della musica ma non mi viene in mente nessun nome specifico. Mi solletica invece da un po' l'idea di Hedi Slimane che torna in pista con ironia, ma immagino avrebbe preferito stare dietro l'obiettivo.

Il kit da pisolino


Sembra una cappelliera, ne ha forma, dimensioni e aspetto. Ma è un kit da pisolino che custodisce mascherina per gli occhi, copertina e cuscino, in fantasia a tema con il case che li contiene, sempre e comunque sui toni del rosa, del fucsia e del glicine. Non è delizioso?

sabato 16 maggio 2009

Silk-épil Xpressive: il nuovo epilatore Braun provato in anteprima


Caro signor Braun, ha vinto. Mi ha conquistata e strappata alla fedeltà al suo concorrente, il signor Philips. Il mio Satinelle, caro signor Braun, l'ho mandato in pensione dopo aver provato il suo nuovo Silk-épil Xpressive. Che portento, signor Braun! Certo i suoi difettucci li ha, ma glieli dico dopo. Prima i pregi.

Anzitutto è un epilatore che ha l'indubbia comodità di poter essere usato anche in doccia, con la pelle umida. Si può poi lavare sotto il rubinetto, oltre che pulire con l'apposito spazzolino. Igiene migliorata e velocità garantita.

Ma le novità non finiscono qui. L'epilatore ha una luce molto brillante incorporata che illumina la zona che man mano si va ad epilare. Così non sono più costretta a mettermi davanti alla finestra in balia dei curiosi vicini che sbirciano o ad accendere una lampada puntandola sulle gambe mentre mi depilo.

Poi: la doppia velocità, la testina mobile che segue le curve del corpo, l'accessorio con doppio rullo massaggiatore che aiuta a tirare fuori gli inevitabili peletti sotto pelle e la possibilità di depilarsi anche lontano da ogni presa di corrente lo rendono davvero un prodotto competitivo. L'epilatore è anche facile da impugnare e da manovrare, grazie alla forma allungata che permette di tenerlo con tutta la mano. Non è proprio piccolissimo, ma in fondo meglio comodo da usare che comodo da portare in giro (penso ai viaggi). E poi è deliziosamente glitterato!

Ma quello che più mi ha convinta è che rispetto al mio primo, giurassico Silk-épil che in tempi remoti avevo ricevuto in regalo per non so quale occasione quando iniziavo appena a depilarmi, questo non fa praticamente alcun male. Questo certo dipende dalla sensibilità personale ma il dolore nello strappo era stato, anni fa, il fattore che mi aveva convinto a votarmi al signor Philips, il cui Satinelle trovavo più delicato. Un vero passo avanti, questo, a prescindere dalle altre migliorie di cui in fondo si è potuto fare a meno fino ad oggi.

Passando agli accessori: doppia testina epilatrice, con massaggiatore o senza; doppio riduttore per zona bikini e viso; testina rasoio con doppia scelta, trim e shave, per accorciare i peli prima di rasarli; un pettine da sovrapporre alla testina da rasatura per controllare la lunghezza dei peli da accorciare (che tuttavia non si aggancia proprio perfettamente alla testina che dovrebbe ospitarlo).

Veniamo ai difetti. Non tema, signor Braun, sono pochi e potrà fare meglio alla prossima edizione.

Primo, il prezzo. Ben 139 euro al centro commerciale vicino casa. Non sono pochi, nonostante i molti piacevoli plus di questo nuovo epilatore.

Secondo, è rumorosissimo. Non che i precedenti fossero silenziosi, in fondo sono pur sempre piccoli trattori manuali. Ma mi è parso che questo fosse davvero molto, ma molto rumoroso. Tenetene conto se come me siete costrette a depilarvi la mattina molto presto o la sera molto tardi per mancanza di altro tempo. Chi vi dorme accanto potrebbe risentirsi.

Terzo, ma qui vogliamo proprio trovare il pelo nell'uovo, l'alimentazione. Funziona solo con la batteria interna, che ha un'autonomia di 40 minuti dopo un'ora di carica a rete. La comodità di non avere fili è impagabile ma si poteva pensare alla possibilità della doppia alimentazione. Quando l'epilatore è collegato a rete non si accende ed è dunque inutilizzabile nell'attesa che torni carico. Se programmate un'epilazione all'ultimo momento per un'uscita improvvisa e non volete ricorrere ai pantaloni forse vi toccherà ricorrere al rasoio manuale, a meno che non vi curiate che l'epilatore sia sempre rimesso in carica dopo averlo usato.

Nella confezione (fucsia!), insieme a corpo macchina, trasformatore, testine e bustina per riporre l'epilatore e i suoi accessori (invero assai bruttina e di scarsa qualità per cui io ho travasato tutto dentro una mia pochette personale) ci sono anche delle salviettine lenitive post epilatorie, in collaborazione con Olay/Olaz. Ce ne sono sedici e hanno una profumazione abbastanza gradevole, per quanto io preferisca il mio solito gel all'aloe.

martedì 14 aprile 2009

Sweeties da Vogue Girl Korea







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BagPack per incartare i fiori senza sgualcirli

Tutte le volte che mi sono immaginata parigina, avevo tra le mani un mazzo di fiori freschi avvolti in carta bruna. Qui bene che vada usano la stagnola o al peggio il cellophane. Tutt'altra aria, ovviamente. Non so il perché dell'associazione ricorrente e rigorosa - è sempre uguale da anni - anche perché di rado acquisto fiori freschi e preferisco le piante vive, anche se con me hanno in genere vita breve. Questa in foto è la variante di design dell'incarto per fiori, con tanto di manico per trasportare l'involto senza schiacciarlo sotto il braccio tra tanti altri sacchetti. Per adesso è solo un prototipo, ma già la mia fantasia cambia e alla carta bruna si sostituisce il BagPack.

domenica 5 aprile 2009

La mia Sample Sale di Yoox

Affaroni, ragazze! E che sgomitate per accaparrarsi l'ultimissimo pezzo mentre il carrello dava i numeri e si bloccava ad ogni pie' sospinto persino a notte fonda, quando si suppone che le fashioniste siano per locali a mostrare i loro fieri acquisti o a dormire per preservare la propria bellezza con il giusto numero di ore di sonno. Io lavoravo, o comunque è quello che avrei dovuto fare al posto dello shopping.


Mi sono aggiudicata tutto questo.

Una Chloé in vernice - che però al tempo dell'avvio degli acquisti in Sample Sale era disponibile anche in un bel blu notte, che ho fatto mio. La foto c'è solo in marrone, la immagnerete voi. Il prezzo, incredibile. Meno di una Furla saldata sullo stesso sito.

Una Vi Vi Vee in pelle martellata beige cui non ho resistito nonostante il recentissimo acquisto della Elisabeth di Furla in avorio. Non trovate somigli moltissimo alla Edith di Chloé? Solo che questa l'ho pagata 32 euro.

Una Coccinelle in tessuto jaquard tempestato di piccole coccinelle ton sur ton, con bordi, manico e tracolla in pelle a soli 20 euro, dagli 88 originari. In verità questa borsa era già stata più volte saldata su Yoox ma io me l'ero sempre persa. Stavolta è mia!

Ancora borse... una borsa da lavoro di Balmain in pelle stampa cocco all'incredibile cifra di 49 euro (costava 348, secondo Yoox).

Un tubino strapless con gonna a tulipano di Daniele Alessandrini al ridicolo prezzo di 35 euro. Un lbd in più fa sempre comodo, specie in estate. Date un'occhiata agli abitini prima che finiscano le taglie perché ce ne sono davvero tanti che meritano. Avessi una seconda casa da adibire a guararobe ne avrei presi davvero parecchi.

Ma il mio orgoglio è un capo che non metterò per mesi e mesi ma che ho voluto nel mio guardaroba contravvenendo ad ogni mia regola su quando acquistare cosa: mai cappotti dopo Febbraio. Ma vi pare che un Costume National in lana e cashmere nell'esatta sfumatura di rosa che cercavo da mesi a soli 79 euro (da 460 originari!) potessi lasciarlo lì in balia di qualche megera che non avrebbe saputo amarlo come saprò fare io?

E infine, un paio di stivali in pelle chiara - questa primavera mi sono votata a queste nuance, che volete farci? - di Manufacture d'essai a soli 20 euro. Probabilmente li renderò perché ne ho già un paio mou con tacco che sfrutto molto e dunque mi riservo di vedere dal vivo la sfumatura esatta.